QUEL GIORNO C’ERO ANCH’IO

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Nei sogni e nei pensieri tutto ciò che è amore

Quel giorno, proprio in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, volli mettere su carta ciò che mio nonno mi aveva trasmesso con i suoi racconti. Mio nonno, CAVALIERE DI VITTORIO VENETO, mi raccontava spesso i momenti più salienti che lo avevano visto combattente durante la II Guerra Mondiale. “Ogni guerra si somiglia – mi diceva – Ogni guerra nasce per la conquista dell’egemonia di un Paese su uno o più Paesi. Ciò che le distingue è il numero delle vittime”. Immaginavo, mentre lui mi parlava, il dolore che provavano vedendo morire o soffrire i propri compagni. Riuscivo a “sentire” i battiti dei loro cuori all’arrivo di una lettera tanto agognata. Mi diceva che ciò che più gli mancava era la sua famiglia e che ogni giorno, pensando ai suoi figli, li “vedeva crescere” ed era certo  che i suoi bambini fossero i più belli al mondo. Quando finalmente la guerra finì, tornato a casa scoprì che i suoi pargoli erano molto più belli di quanto mai avesse potuto immaginare. Ci guardavamo ogni volta che smetteva di parlarne e i gli occhi di entrambi erano inevitabilmente lucidi.

 

QUEL GIORNO C’ERO ANCH’IO

“ Quel giorno c’ero anch’io,

guardavo la folla, che attonita li guardava:

erano così belli o almeno così parean.

 

Sventolavano  fazzoletti come fossero bandiere,

e il colore delle loro camicie, fino allora rosso sangue,

sotto il sole,  era il rosso radioso dei loro visi finalmente vivi.

 

Mi avviai verso di loro: volevo toccarli,

sentire il profumo del loro sudore,

toccando le loro mani mi parea

di aver seguito ogni passo del loro andare.

 

Molte eran le mamme, che credean di averli persi

Molte eran le mogli, che mostravan loro i  figli ormai cresciuti

il loro abbraccio era più forte di ogni sogno sognato”.

 

E’ così che raccontava il padre del mio bisnonno al suo figliolo.

E’ così che raccontava il padre di mio nonno al suo figliolo.

E’ così che racconto questi giorni a te, figliolo mio.

 

Ti sembrerà strano,

ma ogni qualvolta il volto di tuo nonno mi riappare,

rivedo i suo occhi brillare nella luce del giorno e della sera.

 

Ogni volta che sventola un tricolore queste son le parole:

“Quel giorno c’ero anch’io”.

Nunzia  Esposito.

 

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1 COMMENT

  1. “A mio padre” di Nunzia Esposito è una lirica che abbraccia non solo l’autrice ma chiunque abbia subito questa terribile perdita, pertanto è l’urlo del silenzio.

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